GdL "Le Nebbie di Avalon" - Recupero Terza Tappa
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"Le Nebbie di Avalon"
"Le Nebbie di Avalon"
- Recupero Terza Tappa -
Ciao a tutti lettori,
Se stavate pensando che io non stessi continuando questo libro, allora sareste proprio in torto. L'ho continuato eccome, solo che sono lenta con gli aggiornamenti. Questo anche a causa della mia gita a Dublino, che mi ha tenuta lontana dal computer per tutta la scorsa settimana. E non posso dire che sia stato un male, semplicemente mi è dispiaciuto non potervi tenere aggiornati sui miei progressi.
E dopo quest'introduzione penso che ne abbiate abbastanza di sentirmi blaterare del nulla, quindi sarà meglio che inizi.
III
Cap 9-12
Il capitolo quattro si apre con Viviane che in seguito a delle visioni datele dalla Vista decide di intraprendere un viaggio verso Carleon, presso il castello di sua sorella e di Uther.
Purtroppo arriva in un momento poco propizio, ovvero quando il piccolo Arthur è costretto a letto in seguito ad una brutta caduta dal cavallo di suo padre.
Dopo aver visitato il bambino e assicurato che sopravvivrà Viviane incontra Morgaine e inizia ad insegnarle i primi rudimenti di magia necessari per utilizzare la Vista.
Profondamente colpita dall'abilità della nipote, Viviane riesce a convincere Uther a lasciare che Morgaine vada con lei all'Isola di Avalon per ricevere una formazione da sacerdotessa e al contempo gli consiglia di allontanare anche il figlio dalla corte per proteggerlo.
Morgaine viene quindi condotta ad Avalon, dove si trova di fronte a cose incomprensibili e paurose ed inizia la sua formazione da sacerdotessa. Quest'ultima è molto difficile, comporta il superamento di molti ostacoli e prove di resistenza, ma alla fine Morgaine riesce nel suo percorso.
All'isola si presenta poi Galahad, il figlio di Viviane, cugino e amico d'infanzia di Morgaine e lei viene mandata ad accoglierlo.
Quello che si trova davanti è però un giovane molto diverso dal bambino d'un tempo e i due iniziano a provare qualcosa l'uno per l'altra.
Tutto s'interrompe quando i due trovano una bambina, Gwenhwyfar, sola e disperata che è riuscita a passare tra i due mondi e dal convento in cui era si è ritrovata ad Avalon senza capire nulla di ciò che le è successo. Galahad diviene subito fin troppo premuroso e Morgaine dopo aver consentito alla bambina di tornare a casa sana e salva lo abbandona dietro di sé nella nebbia.
Intanto non ho proprio capito a cosa servisse Galahad, o, come si fa chiamare lui, Lancelet.
La storia tra lui e Morgaine è completamente inutile e non aggiunge niente alla storia. Forse lui rappresenta la tentazione alla quale Morgaine deve resistere, altrimenti non ne trovo il senso.
(E assieme a Galahad mi chiedo che senso abbia Gwenhwynfar...)
Eppure questa parte mi è piaciuta, mi è sembrato l'unico momento in cui Morgaine sia stata veramente felice, tutto il mondo si è acceso di colori vividissimi e lei ha finalmente vissuto per la prima volta. Mi sono piaciute tutte le descrizioni della natura filtrata attraverso i suoi occhi, rappresenta appieno quella sorte di annebbiamento misto a gioia tipico dell'innamoramento.
Continuo ad odiare Viviane più che mai. Come può condurre sua nipote in un'isola sperduta senza darle la minima spiegazione e senza nemmeno tentare di confortarla, semplicemente perché sa che dovrà soffrire ben di peggio per diventare sacerdotessa? Ma che logica crudele è mai questa? Continua a pensare soltanto a se stessa e a quello che è meglio per lei e per la sua isola. I legami familiari non contano nulla, figuriamoci i sentimenti altrui. In aggiunta continua ad essere manipolatrice come suo solito, in quanto riesce a convincere Uther ad allontanarsi dai suoi due figli con il minimo sforzo. Non la sopporto più.
Viviane, che aveva volutamente scelto un tragitto lungo per mettere alla prova la resistenza della nipote, era soddisfatta: la vita di una sacerdotessa di Avalon non era facile e bisognava capire se Morgaine sopportava la fatica e le avversità.
Stava per parlarle, per rassicurarla che non c'era niente di cui aver paura, ma poi si trattenne. Adesso Morgaine era una futura sacerdotessa: doveva imparare a dominare la paura come aveva fatto con la fatica e la fame.
<<Ti voglio molto bene, devi credermi, perché verrà un tempo in cui mi odierai quanto ora mi vuoi bene...>>
Poi Viviane non la smette mai di lamentarsi della sua età. Capiamoci, lo fa da sempre, fin dal primo momento in cui ci viene presentato il su POV e non ne posso davvero più. Si lamenta dei suoi poteri che svaniscono del fatto che l'Isola cadrà in rovina senza di lei, del futuro ignoto nel quale lascerà i suo successori, dell'incapacità delle altre sacerdotesse, che quindi non arriveranno mai al suo livello. Insomma, anche lamentandosi degli anni che passano si vanta costantemente, rivendicando il proprio ruolo in quanto essenziale per il futuro del regno.
Sono vecchia, pensò, colta da un'improvvisa vertigine, ma devo vivere finché Morgaine e suo fratello non saranno grandi. La pace di questa terra dipende da quello che riuscirò a fare per proteggerli.
Continuo ad apprezzare le descrizioni magiche e oniriche, le quali vengono rese in maniera sensazionale.
Parata di nero e d'argento, avanzava così silenziosamente che sembrava scivolarvi sopra come un uccello acquatico. Dall'imbarcazione non proveniva nessun rumore.
La lama obliqua del sole [...] inondava la terra d'oro e di silenzio.
E per oggi è tutto. Non ho altro da dire.
Ci vediamo in settimana appena riesco a pubblicare il Revupero della Quarta Tappa.
Comunque per un piccolo aggiornamento in tempo reale, al momento sono al cap 18.
Come al solito vi lascio qui sotto il calendario con le prossime date.
Voi a che punto siete? C'è qualcuno che lo sta leggendo con me? O l'avete già letto?
Martha
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